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Roberto Vecchioni incontra i docenti campani – lettera in redazione

Emozioni travolgenti.

Il giorno 21/05/2019 presso l’IIS IPSAR Piranesi, abbiamo vissuto un evento coinvolgente: il Professore Roberto Vecchioni ci ha onorati della sua presenza, regalandoci delle emozioni che solo un grande riesce a suscitare. Il cantautore ha presentato il suo ultimo libro: “La vita che si ama”.
È stato possibile immediatamente percepire la sua passione per la vita e la ricerca continua dell’armonia interiore. Il libro è indirizzato ai suoi quattro figli, ricco di aneddoti ed incentrato sulla sfida a combattere sempre per la conquista della felicità. Parlando di ciò, ha tirato fuori tutta la sua grinta, affermando “la felicità la voglio addosso come una febbre, un innamoramento che non si spegne”. La sua voce si inclina parlando del padre, questa figura che gli insegnava la fantasia e come viaggiare con essa. Tanto forte è il coinvolgimento, che si ferma soltanto per prendere fiato, continua affermando che la malinconia è la felicità del dolore: la parte migliore. Il dolore è inglobato nella felicità; la quale non è mai statica, ma uno stato di frenesia, di attesa, legata al destino che “ti costruisci”, non a quello che “ti capita”. La felicità è il perimetro dell’eternità, pertanto è descritta come la trama stessa di cui è fatta la vita. “Non è una passeggiata sul lungomare, sapendo la tua donna lì con te”; questa si chiama pace, serenità e rappresenta una copia miserabile della felicità stessa. Questa è anche noia.
Poi si è rivolto al mondo della scuola, sostenendo che questo ha l’obbligo di insegnare cosa è il bello, cercando di divulgare l’armonia e spiegare il senso dei valori. Mentre parla, la platea percepisce la stessa passione che infonde nelle sue canzoni. Chiude gli occhi solo per concentrarsi. “Le occasioni che hanno i ragazzi per ampliare le proprie conoscenze sono tante, però oggi il loro linguaggio è quasi esclusivamente tecnologico, ciò nuoce soprattutto alla crescita emozionale, rendendo l’individuo sempre più solo”.
Un lungo applauso si propaga nell’Auditorium, quando afferma che gli insegnanti sono la generazione del “Sabato del villaggio”, gli alunni quelli della “domenica del villaggio”. Invita infine gli insegnanti a parlare con i propri ragazzi, a farli riflettere sulle cose. Con il suo sorriso, tra l’ironico e il beffardo, afferma che gli insegnanti devono uscire dalle loro aule “stanchi e sfiniti”, solo così potranno essere contenti di aver trasmesso a tutti o almeno ad una parte di essi, “ma anche solo ad uno”, quelle emozioni che li porteranno nel mondo e su queste costruiranno il loro domani.
Grazie davvero, prof. Vecchioni.

f.to prof.ssa Rosanna Di Matteo

Una risposta a “Roberto Vecchioni incontra i docenti campani – lettera in redazione”

  1. Alla fine ciò che ha provato a trasmettere il prof. Vecchioni colto pienamente dalla recensione è che bisogna lasciar parlare il cuore… negli aspetti privati come nel lavoro…non c’è didattica che tenga, che sia tradizionale , capovolta… se non c’è emozione di trasmettere… GRAZIE… a chi ha realizzato tutto ciò.

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