GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO PER LA TAPPA SICILIANA DI ROBERTO VECCHIONI

La Rete Sophia ha avuto il piacere di ospitare al Cine Teatro Rivoli di Mazara del Vallo il prof. Roberto Vecchioni, per la tappa siciliana del tour che prende il nome dal suo libro “La vita che si ama”.

Un evento fortissimamente voluto dal coordinatore nazionale di Rete Sophia Giovanni Marrone, l’ultimo della sua decennale esperienza da coordinatore prima del passaggio di consegne alla professoressa del Liceo “Piranesi” di Paestum Annamaria Di Bartolomeo.

A tenere a battesimo l’incontro, aperto agi insegnanti del circuito della Rete ma anche agli appassionati di spettacolo e cultura, la Preside dell’ Istituto Comprensivo “Borsellino-Ajello” di Mazara del Vallo Eleonora Pipitone, che ha aperto al dialogo con il cantautore attraverso degli spunti di vita e delle domande che hanno suscitato considerazioni che hanno molto toccato le corde del cuore del vasto pubblico presente, il quale, a sua volta, ha partecipato con entusiasmo ponendo all’autore domande profonde e riflessive.

Queste le considerazioni di Roberto Vecchioni rilasciate in un’intervista per la Rete Sophia:

Prof. Vecchioni, ad oggi gli studi umanistici sembrano perdere terreno in favore di quelli più tecnici, in particolare per quanto riguarda il Liceo Classico che spesso negli ultimi tempi non ha fatto registrare il boom di iscrizioni, qual è l’antidoto per creare interesse verso queste discipline?

Penso che il Liceo Classico sia fondamentale. Gli stupidi pensano che il Liceo Classico non dia le giuste basi per preparare alla vita tecnica, quella del futuro che ormai è tutta scienza. In realtà il Liceo Classico prepara ad una ginnastica mentale incredibile per cui si riceve una formazione tale da avere una capacità di logica allenata a tutto e soprattutto una base di cultura che ti fa capire il senso delle cose che fai. Certo, qualche modifica va fatta, ma il Liceo Classico è e rimane l’indice di studi più adeguato per chiunque. Non so quanto riusciremo a salvarlo, ma ciò che è certo è che ci sarà da battersi facendo quadrato e tenendo alta la bandiera di una cultura che non muore”.

In un’era fortemente contrassegnata dai new media e dai social, cosa fare per risvegliare nei giovani la coscienza nei confronti di fondamenti quali la libertà, l’uguaglianza e l’amore verso il prossimo, come si avvertiva negli anni ’60-’70? 

Non accuserei molto i social perché hanno in dote anche tante cose buone e non sono completamente da buttar via. Ci sono delle cose ottime riguardo a relazioni, rapporti e conoscenze immediate. Quello che è sbagliato e l’uso, perché non si può pensare che il social concluda la tua vita, perché sui social condividi con tutti solo un determinato momento, invece la cultura è per sempre. Manca la forza e la capacità di costruirci sopra, cosa che la scuola sta tentando di fare, ma ad oggi è molto difficile riuscire a trovare una soluzione. Una possibile potrebbero essere proprio il Liceo Classico e il Liceo Scientifico, scuole in grado di far capire che la vita è molto più larga”.

È preoccupato per la vocazione totalitaristica che si sta a venendo a creare in tutta Europa e cosa fare per suscitare quel sentimento che chi potrebbe opporsi sembra aver un po’ perso?

Sono preoccupatissimo, dispiaciuto, incazzato e anche un po’ vergognato. Ad oggi non so che cosa fare a parte battere sempre sulla cultura, ma, siccome il mondo va a ondate, spero che anche questa passi presto

Da cosa è stato inspirato per la realizzazione di questo libro?

Ho preso ispirazione da me, dai miei figli e da quello che volevo comunicare loro: cos’è la felicità, perché c’è, dove bisogna andarla a cercare. Insieme alle cose meravigliose che sono successe nella mia vita, le quali ho capito dopo essere tali. 

Nella vita serve tutto, anche gli sbagli e i dolori. ‘La vita che si ama’ è anche su un libro comico, per il quale non mi aspettavo tutto questo successo. I miei figli sono molto contenti che glielo abbia dedicato”.

Il prof. Vecchioni, nella giornata di martedì 30 aprile, sarà ospite degli istituti scolastici mazaresi della Rete Sophia, “Borsellino-Ajello”, ospite della preside Eleonora Pipitone, e “G. Grassa” ospite della preside Teresa Guazzelli, per incontrare gli studenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.